Recensione di Soccer 64

Copertina di Soccer 64
Editore
J. Soft
Anno
1984
Genere
Sport, Calcio
Scheda gioco
Recensione di
Roberto
Pubblicata il
12-06-2009
Media voti
5.67


"mille lire e ci compravi anche luna,
belle donne e velociferi a motore
ma non la gloria gli amici la fortuna
non si compra con la borsa il primo amore"

Così cantava Sergio Endrigo nel 1980, canzone che probabilmente alcuni ricorderanno anche come sigla della trasmissione a tutela dei consumatori dal titolo "Di tasca nostra", in cui la telecamera seguiva lo svolazzare di una banconota per le vie della città.

Con mille lire, nel 1984, ci compravi PaperSoft.

PaperSoft era una mini-rivista misteriosa e agile, con le sue appena 32 pagine suddivise inizialmente tra 5 sistemi differenti e assolutamente incompatibili tra loro. "Misteriosa", si diceva. Perchè inevitabilmente i listati su carta, rigorosamente non accompagnati da fotografie né tanto meno da spiegazioni, lasciavano ampio spazio all'immaginazione, libera di cavalcare e di prefigurarsi chissà quali meraviglie basandosi unicamente sul titolo e sulle poche righe di presentazione che introducevano il programma.

Misteriosa anche perchè molto spesso i listati restavano su carta; probabilmente ben pochi furono infatti coloro i quali ebbero l'ardire, la tenacia e la pazienza di digitarli tutti dal primo all'ultimo. E anche se lo avessero fatto, rimaneva comunque l'incognita relativa ai listati per le altre piattaforme.

Sommersi da migliaia di righe di codice vagamente astruso, ogni tanto l'impazienza prendeva il sopravvento e così, anche se il programma non era stato inserito del tutto, si provava comunque a impartire il fatidico RUN "per vedere cosa succedeva". Tutto questo, avendo preventivamente e saggiamente salvato su cassetta il sudato lavoro, dato che una POKE sballata avrebbe potuto mandare tutto a ramingo. Come ci si attendeva non succedeva nulla di buono e quindi di nuovo giù, a testa bassa, a continuare la ricopiatura.

soccer_64_01.pngCome un film giallo saggiamente costruito ma con un finale non all'altezza dell'intreccio sviluppato, Papersoft poteva deludere. Come si sa, del resto, i sogni muoiono all'alba e al prezzo di una faticoso data entry di qualche ora ci si ritrovava spesso con programmi scattosi e poveri graficamente, carenti persino rispetto agli standard del periodo.

A volte però capitava un programma un pò diverso ("un pò"!) dagli altri, come nel caso di Soccer 64. Diverso prima di tutto per la provenienza. Se fino ad allora maggior parte dei titoli erano stati tratti da Compute! Gazette (giochi) e Compute! (giochi et utility), Soccer 64 inaugurava la seppur breve tradizione dei giochi originali italiani che proseguirà poi con altri esemplari quali Conan e Il Fantasma del Teatro.

Firmato dallo sconosciuto J. Di Pasquale, Soccer 64 era indubbiamente un gioco del calcio alquanto sui generis, che sfacciatamente sfidava gli enormi limiti imposti dal linguaggio Basic.

Certamente il game design, riassumibile come "gioco di calcio a turni per due giocatori" in cui di volta in volta i giocatori si scambiano il joystick per sfidare la CPU, può lasciare perplessi.

Sarebbe stato forse più soddisfacente avere a disposizione la modalità diretta "Player vs. Player" in cui due umani controllano contemporaneamente l'attaccante ed il difensore, affiancata da una "Player vs. CPU" con cui sfidare il Commodore 64 in solitaria.

Da un punto di vista meramente tecnico non si ravvisano difficoltà di sorta nell'implementazione delle due modalità descritte, essendo comunque lo script AI già presente nel gioco.

A parte il dovuto "what if", una volta scelte le squadre da una rosa di 10 tra nazionali e club, ci ritroviamo sul campo di gioco a dover governare uno scattoso omino disegnato a fil di ferro. Nonostante tutto, risulta divertente studiare il percorso più efficace per saltare l'uomo. Ma lasciare sul posto l'avversario non è l'unica opzione: in alternativa si può arretrare sino ai limiti dello schermo e lanciare una super sventola verso la porta.

soccer_64_03.png

Infatti, e qui viene il bello, la potenza di tiro è inversamente proporzionale alla distanza dai pali, pertanto i "golassi" da 40 metri sono ordinaria amministrazione. Per lo stesso motivo è molto frustante effettuare un dribbling ubriacante, smarcare il proprio avversario, involarsi verso la porta e una volta di fronte all'estremo difensore sparare una telefonatissima mozzarella da 10 metri all'ora che viene inesorabilmente parata (probabilmente con un ghigno beffardo).

La scelta delle squadre, va detto, è ininfluente visto che hanno tutte la stessa abilità. Il tutto si riduce praticamente a scegliere il proprio colore preferito.

Le frustazioni che il gioco ci infligge però non finiscono qui.

Chi non ricorda le interminabili partitelle nel cortile sotto casa con le porte fatte di stracci? E le interminabili discussioni che a volte degeneravano in baruffa ogni qualvolta la palla ambiguamente colpiva una felpa aggomitolata o volava un pò alta, rendendo di fatto impossibile stabilire pacificamente se fosse finita sopra la traversa o nel sacco?

Soccer 64 ci pone di fronte alla medesima situazione.

In caso di incertezze sarebbe lecito aspettarsi che sia il computer a sciogliere ogni dubbio ma a sopresa Soccer 64 richiede la presenza di un terzo umano a fare da arbitro per confermare ogni volta la validità del gol. Peccato che a causa dell'incomprensibile prospettiva sia materialmente impossibile capire dove va a finire realmente la palla. Ogni traiettoria si rivela immancabilmente indecifrabile e pertanto le diatribe da cortile si ripropongono tali e quali salvo affidarsi completamente al programma e convalidare tutte le segnature a prescindere.

Superati questi inconvenienti e terminata la partita, il gioco si chiude con una chicca: il replay dei goal segnati.

Soccer 64 ricorda molto da vicino le azioni di Football Manager di Kevin Toms, con la differenza che in questo caso invece di assistere impotenti a calciatori che sbagliano gol impossibili, possiamo sbagliarli noi in prima persona. Vogliamo mettere?

Commodore 64
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