Recensione di Jupiter Lander

Copertina di Jupiter Lander
Editore
Commodore
Anno
1982
Genere
Arcade, Lander
Scheda gioco
Recensione di
MarC-ello
Pubblicata il
13-02-2005
Media voti
6.29


Chi non ha presenti, bene o male, le delicatissime operazioni di atterraggio delle sonde spaziali? In tali concitati momenti non c'è solo in ballo, naturalmente, il bel "gruzzolone" speso per la ricerca e la realizzazione del progetto, ma anche la possibilità, di valore inestimabile, di poter scattare delle foto ed effettuare degli studi riguardanti un pianeta a noi lontanissimo! Chi dunque non vorrebbe provare questa grande emozione? Chi non vorrebbe provare ad effettuare un'operazione così delicata e nel contempo entusiasmante? A soddisfare questo nostro desiderio ci ha già pensato molti anni fa mamma Commodore, sfornando Jupiter Lander.

 In due parole, il gioco consiste nel riuscire a fare atterrare una sonda nel suolo di Giove, facendo attenzione che, al momento dell'atterraggio, la velocità della sonda stessa non sia eccessiva, onde evitare che questa si sfracelli (e che quindi il suddetto "gruzzolone" risulti sprecato). Inoltre, bisogna stare attenti ad atterrare solo nei punti prestabiliti ed opportunamente contrassegnati! Il gioco non può essere definito in altro modo se non spartano (e già sono stato buono). La grafica non è molto curata. Lo sprite principale è dato da una sonda spaziale, dettagliata ma dotata di un solo colore.

Anche il suolo del pianeta è rappresentato con un solo colore, ed è un po' squallido, poiché totalmente privo di particolari (un terreno che si rispetti presenta dei ciottoli, delle buche... non è perfettamente omogeneo come un paté di tonno!). Pure il titolo del gioco è disegnato un po' alla buona: il risultato è scarno e molto stilizzato. Il font non è proprio dei migliori (trovo che la O sia un po' troppo "pesante") ma è comunque discreto. Semplice ma chiaro ed efficace il riquadro delle informazioni presente sulla destra del video, che visualizza il nostro punteggio, il record e la velocità corrente della nostra sonda (qualcosa di buono c'è fortunatamente...).

Come musica ed effetti sonori, i livelli raggiunti sono veramente minimali. Per la musica, è stata utilizzata soltanto una delle tre voci disponibili. Si riconosce a stento il nome SID dietro a queste melodie estremamente semplicistiche (peraltro, anche dal punto di vista puramente musicale, siamo ai livelli dei vari "para-ponzi-ponzi-pò"!). Il suono, come timbro, è simile a quello dell'allarme di un banale orologio da polso.

Le esplosioni e il rumore dei propulsori della sonda sono anch'essi riprodotti in maniera molto elementare... e ne risulta una qualità piuttosto scadente, al livello degli esempi per principianti presenti nel manuale dell'utente... Nonostante gli aspetti negativi ora elencati, il gioco risulta almeno in un primo momento, udite udite, divertente! Non è facile all'inizio fare atterrare con successo la sonda, ma agendo opportunamente su ciascun propulsore è possibile riuscire a guidare il nostro mezzo con la precisione e delicatezza necessarie.

L'indicatore della velocità sulla destra ci aiuta a dosare correttamente l'azione dei propulsori, indicandoci se siamo o meno nel campo di velocità adatto per l'atterraggio (se si sbaglia anche di un soffio, la sonda esploderà. Bisogna essere molto pignoli!). I possibili punti sui quali atterrare sono tre. Ciascuno è caratterizzato da un proprio grado di difficoltà e da un punteggio ad esso commisurato.

Nonostante il divertimento iniziale una volta imparato a guidare la sonda, in poco tempo il gioco rischia di diventare, nell'ordine: molto ripetitivo, monotono, alienante! Il paesaggio sul quale effettuare gli atterraggi è sempre lo stesso, quindi la longevità del gioco è praticamente nulla.

In definitiva, l'idea è molto buona, il gioco costituisce un buon esercizio di riflessi e destrezza, ma non è certo uno di quei titoli che giocherete e rigiocherete nel tempo. Certo, se il gioco si articolasse in più livelli, ciascuno con una propria conformazione, e fosse caratterizzato da grafica e musica decisamente migliori, sarebbe tutta un'altra storia... ma probabilmente gli sviluppatori rischiavano di perdere qualche treno ed hanno optato per le soluzioni più sbrigative!

Pagella Finale

Grafica: 5/10

Lo sprite e il suolo di un solo colore rendono l''aspetto del gioco piuttosto scarno. Attenzione molto scarsa ai dettagli. Il profilo del suolo, comunque, è disegnato discretamente.

Musica: 2/10

Le musiche sono molto semplici ed utilizzano una sola voce. Perfino dal punto di vista prettamente musicale le melodie risultano scarne e poco originali. Anche gli effetti sonori sono di scarsa qualità (si limitano a semplici fruscii e poco più, stile esempi in BASIC del "manuale dell''utente").

Giocabilità: 6/10

Di primo impatto la giocabilità risulta buona. E'' un bel esercizio di abilità riuscire a fare atterrare la nostra sonda nel posto giusto, con la giusta velocità, evitando di schiantarci sulle pareti rocciose. Tuttavia, nel breve il gioco risulta molto ripetitivo, ed il rischio è quello di stancarsi presto.

Totale: 5/10

Jupiter Lander è un gioco minimale, di quelli che potevano essere entusiasmanti soltanto agli albori del computer gaming. Nemmeno sfiora la reali potenzialità del Commodore 64.
Nota: La pagella finale è stata abolita nel 2007.
Commodore 64
Utenti Online
Ciao, ospite!
(Login | Registrati)

Cerca un gioco
Random Game
Ultimo Commento
Clicca per leggere tutti i commenti
Last Duel
"Un paio di mesi dopo la discussa review (76%..) del bel Led Storm di Software Creations, arrivò sulle pagine di Zzap (maggio 89) questo Last Duel, conversione di un altro coin-op Capcom che aveva in comune con il primo non solo parte del' impostazione ma anche l'anno di uscita in sala giochi (1988). Rispetto all'edizione inglese il voto di Last Duel fu alzato di una decina di punti e diciamo che ci poteva stare, perchè alla fine si tratta di una discreta conversione che con qualche accorgimento in più poteva diventare valida. Ma non ci lamentiamo più di tanto visto che i programmatori della Tiertex già avevano rovinato dei miti come 1943 o Rolling Thunder. Il coin-op all'epoca me lo sono giocato e devo dire che questo porting lo ricorda abbastanza, sopratutto sui fondali che possiedono una buona varietà e dettaglio, non altrettanto si può dire dei nemici che boss a parte risultano semplificati sia nella quantità che nella qualità. Nel arcade ogni livello ha nemici nuovi, qui si incontrano gli stessi dei primi livelli per tutto il gioco (la versione Amstrad possiede più varietà),considerando che c'è il multiload non è una bella cosa, visto che Led Storm in un singolo caricamento ne offriva di più. Per quanto riguarda il gameplay c'è da evidenziare la possibilità di giocare in doppio, cosa non di poco conto. La frenesia però non raggiunge i livelli dell originale perchè i nemici su schermo sono in numero minore (niente nutrite formazioni da distruggere nei livelli spaziali), inoltre i fondali sono meno animati (assenti le lingue di fuoco oppure le mattonelle scivolose). I livelli ci sono tutti purtroppo manca il commento sonoro durante il gioco, gli effetti sonori comunque sono da preistoria del C 64. Vista la carenza di buoni verticali e il gameplay che prova a differenziarsi dalla massa con 2 sezioni ben distinte, diciamo che Last Duel si può considerare un discreto esempio del genere su 64."
- Scritto da shippo76
Ult. Commento Art.
C64 & Pirateria #00: Introduzione
"Molte di quelle riviste con cassetta contenevano anche recensioni di giochi "ufficiali" e altri articoli; ho scoperto (magari lo sapevate già, ma non mi pare che se ne parli in questo sito) che alcune di queste recensioni sono traduzioni più o ..."
- Scritto da Kirie e Leison
Ospitato su