Recensione di Berzerk Redux

Copertina Non Disponibile
Editore
(Non Pubblicato)
Anno
2009
Genere
Sparatutto, Schermo Singolo
Scheda gioco
Recensione di
Roberto
Pubblicata il
16-04-2011
Media voti
7.75


berzerk_redux_02.pngNarra la leggenda che già nei primi anni '80 il Commodore 64 fosse sul punto di avere la sua versione, seppur non ufficiale, di Berzerk (Stern Electronics, 1980 - Arcade).

Il gioco in questione avrebbe dovuto essere Shamus (Synapse Software, 1983), che però venne continuamente modificato per timore di incappare in beghe legali, fino al punto di diventare qualcosa di totalmente differente.

L'Universo però trova sempre la sua strada e a 15 anni dalla dissoluzione di Commodore USA, in pieno periodo post-commerciale, i reduci del glorioso passato che fu possono finalmente godere della trasposizione di un classico Arcade realizzata con estrema perizia.

berzerk_redux_04.pngAssemblato utilizzando una versione modificata del "mitologico" editor SEUCK (il SEUCK Redux, sempre ad opera di Martin Piper), Berzerk Redux è il classico arcade prima maniera, in cui la sostanza è tutto e l'immediatezza domina la scena.

Al contrario, è proprio la primordiale minimalità della grafica e degli effetti sonori (impreziositi però dalla solita, formidabile sintesi vocale che il SID può offrire) a rendere ancor più suggestiva l'esperienza, riuscendo alla perfezione nel tentativo di ricreare le atmosfere tecnologiche tipiche degli anni ottanta.

Berzerk incarna alla perfezione la filosofia del videogame arcade degli albori, nato per nutrirsi di monetine; c'è un inizio, ma non un finale. La conclusione di una partita può coincidere soltanto con la morte del giocatore, trascinato in un crescendo di difficoltà sempre più esasperata finchè, prima o poi, è destinato a soccombere, vuoi per stanchezza, sonno, fame o semplicemente perché va via la corrente. L'unico scopo possibile consiste dunque nella realizzazione di un punteggio più alto possibile da sbandierare a sé stessi o ad altri giocatori.

berzerk_redux_03.pngDi fronte ad una conversione così brillante, l'unico rammarico riguarda la mancanza di una versione commerciale corredata di confezione e floppy, resa impossibile dalle esose richieste sui diritti avanzate da Gary Stern, creatore del titolo originale. Il quale, però, non ha avuto nulla da obiettare sul rilascio del gioco in forma gratuita e nemmeno sulla realizzazione di una edizione limitatissima (10 copie) e accessibile soltanto a quanti hanno potuto presenziare al CommVEX, tenutosi nel 2010 a Las Vegas, Nevada.

Alla luce di questo sentimento di iper-protettività, risulta forse ancora più comprensibile il motivo per cui, sorvolando sugli oscuri Robot Run (1983, NET Software) e Cyberman (1983, J. Morrison Ltd.), si poteva giocare a Shamus ma non a Berzerk.

Commodore 64
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Cliff Hanger
"Ho giocato per ore, giorni, mesi.... Mi piaceva e mi piace tuttora! La grafica non è certo superlativa e nemmeno il sonoro è di prim'ordine, ma il gioco nel suo complesso è molto originale ed è facile rimanere incollati alla sedia per finire il liello!Ci sono ben tre serie differenti di livelli; la prima serie è tutto sommato facile da finire, ma dalla seconda cominciano i guai perchè si possono perdere molto facilmente le vite dato che spesso i mezzi usati per fermare il fuorilegge si rivelano trappole per noi stessi! Vi consiglio di provarlo a fondo!! Nella versione che usavo io il gioco si chiamava Sheriff..."
- Scritto da odla74
Ult. Commento Art.
I Drive Commodore
"Rileggendo questo articolo che avevo scritto ormai molti anni fa, ritengo utile riportare qualche precisazione. L'analisi qui riportata in merito all'affidabilità dei 1541 è valida dal punto di vista software, quindi posso tuttora ..."
- Scritto da MarC-ello
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