Assembler per il Commodore 64 e il VIC-20, l'
copertina
Titolo Originale Top-Down assembly language programming for your VIC-20 and Commodore 64
Editore McGraw-Hill
Autore/i K. Skier
Data Pubbl. 1985
Pagine 365
Formato 24 cm.
Inserito il 26 ottobre 2008
Crediti lodger (scansioni)
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Dimensione: 22271Kb.
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Descrizione & Note


Quarta di copertina:

Un numero sempre più grande di utilizzatori si avvicina alla programmazione in codice macchina che permette dì sfruttare totalmente la potenza del microprocessore: il BASIC e gli altri linguaggi ad alto livello infatti sono certamente molto semplici da usare ma, proprio perché devono tradurre ogni singola istruzione dell'utente in un codice comprensibile al microprocessore, non consentono la velocità e la flessibilità richieste dalle applicazioni più raffinate.

La programmazione in codice macchina è però estremamente difficile - se non impossibile - da realizzare senza un appropriato programma assemblatore che permette di scrivere le istruzioni in una maniera relativamente semplice e di tradurle, una volta per tutte, nel codice comprensibile al microprocessore.

L'Assembler per il Commodore 64 e il VIC-20 vuole introdurre alla programmazione in codice macchina in modo inconsueto ma alla portata di tutti: dopo un'introduzione ai principi teorici, infatti, il lettore è invitato a realizzare numerose routine che vengono via via integrate in un completo e funzionale programma assemblatore.

Non è necessaria una preparazione matematica o informatica particolare, perché tutti i problemi vengono affrontati e risolti in maniera estremamente comprensibile e soprattutto perché il lettore costruisce passo dopo passo gli strumenti necessari per risolvere i successivi problemi. Il valore del libro è quindi duplice, perché al corso di programmazione affianca il listato completo di un potente assemblatore.

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Katakis
"La diatriba Katakis vs Armalyte è sempre esistita, e anche da piccolino (Armalyte però lo conoscevo col nome Campi Stellari su una cassetta scrausa) ne "discutevo" simpaticamente con i miei amici. Oggi da adulto retrogamers, dopo averli rigiocati e finiti nuovamente entrambi, la mia opinione onestamente resta la medesima, e cioè che Katakis è superiore ad Armalyte poiché più accessibile e giocabile. Se da un lato di puro sblastamento Armalyte è superiore a Katakis per via di uno schermo più vasto e più possibilità di dinamicità e di spostamento, è pur vero che quest'ultimo è quasi impossibile da portare a termine. Katakis, diversamente, ci viene incontro attraverso un sistema di armi studiato a pennello, che non abbandona il videogiocatore proprio quando ne ha più bisogno e ci regala una vita extra per ogni livello superato, basta questo? Tecnicamente, poi, Armalyte si può solo sognare il parallasse multistrato di Katakis, la sua varietà degli ambienti, i colori e la musica (e che musica) in game. Sì, ok, Katakis è pieno di bug, le collisioni sono pessime e i boss di fine livello sono solo un pretesto scenografico da sborone, ma cacchio è bello affrontarli e,soprattutto,è DIVERTENTE!La voglia di proseguire è sempre lì che ci fa cliccare sul pulsante fire per ricominciare una nuova partita, consapevoli che riusciremo ad arrivare più in la dell'ultima appena finita. Entrambi titoli da giocare e gustarsi in pieno e nel pieno rispetto dello stile retrò, ma Katakis è un'altra cosa punto!"
- Scritto da Amy-Mor
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Intervista ad Antony Hager e Paul Docherty
"Intervista da pelle d'oca e molto interessante!Non immaginavo minimamente che dietro la fase di guida di VENDETTA ci fosse la mano "DriftEsperta"di Butler, dopo eoni si scoprono cose e si comprende meglio il perchè di tale qualità.GRAZIE ..."
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