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Nosferatu The Vampyre
Editore Piranha Musica -
Copyright 20th Century Fox, Macmillan Titlescreen -
Serie - Genere Avventura, Isometrico
Anno 1986 Recensione -
Sviluppatore - Download -
Codice - Extras -
Grafica - Link Esterni Lemon64, GB64, CSDb*, Sfodb*.
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6.88 (8 voti)
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10
Grafica classica che fa "stile", ben dettagliata. La lentezza sta al passo dell'eleganza e l'atmosfera alquanto lugubre e inquietante. Fa paura, fa paura davvero, penso sia uno dei primi, se non il primo videogame d'horror con grafica identificabile al genere, con vecchi stie film americano anni 70, fa trascorrere parecchie giornate nell'angoscia e nell'utopia di riuscire a terminare un epico e misterioso videogioco "instant classic".
Profilo di NIPPON sul Forum - postato da NIPPON (7) - 01-04-2011 [21:00]
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N/D
mitico !!! è vero mi ricordo da piccolo che l'atmosfera mi angosciava....la paura di incontrare nosferatu ad ogni schermata.... :) eh che meravigliose emozioni il C64 e giochi come questi.... :)
Profilo di disketto sul Forum - postato da disketto (1) - 03-05-2008 [16:19]
Voto:
7
La grafica pur se monocromatica aveva un buon livello di dettaglio anche se a volte era difficile riconoscere gli oggetti da raccogliere ( per esempio gli stivali nella prima parte,quasi impossibili da notare).Il gioco in se e' difficile ( anche se per i combattimenti basta usare l'arma giusta sul nemico giusto per vincerli agevolmente ) ma divertente,e dividerlo in due parti e' stata una scelta felice che rende il tutto ancora piu' godibile.
Profilo di AggRoger sul Forum - postato da AggRoger (394) - 24-02-2008 [18:25]
Voto:
7
Mi accodo all'ultimo commento. Nosferatu era estremamente difficile e lungo, con una grafica mediocre, pur splendidamente isometrica, e una musica ripetitiva: ma il suo lato migliore non è nelle singole parti, ma nella loro somma. L'atmosfera del gioco, angosciante, claustrofobica ed ossessionante, creava un'emozionante paura, una tensione costante che oserei definire tipica di certi thriller psicologici/survival horror dell'epoca attuale. Ricordo che da piccolo ero terrorizzato da questo gioco, dalla possibile apparizione del "signore del castello" ad ogni schermata... e ricordo anche il bellissimo articolo della rivista che accompagnava il gioco in edicola, un vero e proprio stratagemma per incutere ancora più inquietudine alla formula. Da rivalutare.
Profilo di Ade sul Forum - postato da Ade (22) - 23-12-2007 [19:26]
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N/D
Invece per me supremo come gioco e l'atmosfera rende benissimo il clima di vampiri. Peccato che sia molto difficile e lungo come dal resto tutti quelli del filone splendido isometrico. Chi non si scoraggia subito o non si innervosisce con la musica ripetitiva (ma suggestiva) allora non potra' che apprezzarlo.
Profilo di koseidon72 sul Forum - postato da koseidon72 (6) - 17-08-2006 [13:36]
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N/D
meglio sicuramente delle boiate di questi ultimi anni
@ - postato da massimo - 16-08-2006 [17:33]
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N/D
certi programmatori potevano sprecare mejo il loro talento ce lavevo una vaccata!! :-)
@ - postato da Max - 12-02-2006 [00:58]
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N/D
Per carità! L'ennesimo gioco isometrico con grafica monocromatica da Spectrum! Lo squallore regna sovrano... cattivo gusto che esce da ogni parte! Completa il quadro la cacofonia musicale! Un orrore di gioco!
Profilo di Wolf sul Forum - postato da Wolf (91) - 31-01-2006 [23:53]
Commodore 64
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Pitfall II: Lost Caverns
"Intanto bisogna fare un po' di chiarezza. Pitfall I e II nascono entrambi su Atari VCS2600, una console NOTEVOLMENTE inferiore al C64 in termini di risorse hardware. Il programmatore, David Crane, ex dipendente Atari e fondatore dell'Activision, addirittura, utilizzò dei trucchi speciali per riuscire a far stare tutto il secondo capitolo nella cartuccia su Atari. David Crane è un'autentica superstar degli anni '80, dato che successivamente programmò capolavori quali Decathlon (lo sfascia joystick rivale di Summer Games), Ghostbusters e Little Computer People (il papà di The Sims). Per inciso, la saga di Pitfall è stata propedeutica per l'arrivo dei giochi platform come Super Mario e gli elementi ci sono tutti, sebbene Pitfall I e II siano molto più ampi rispetto ai classici platform. La mappa di Pitfall II è enorme, la musica cambia dinamicamente a seconda di quanto succede nel gioco, praticamente non si muore mai ma si torna indieto al checkpoint più vicino (in pratica è un sistema per azzerare la frustrazione tipica dei giochi superdifficili degli anni '80), la giocabilità è molto elevata (più giochi più diventi capace, un po' come capita in H.E.R.O., platform contemporaneo di Pitfall II sempre dell'Activision) e la grafica, tutto sommato, deriva pur sempre da una conversione Atari VCS. Pitfall II è un caposaldo, uno di quei giochi che, rivisti anche a distanza di 30 anni, produrrà sempre divertimento (un po' come Bruce Lee, H.E.R.O. e pochi altri) e va sicuramente annoverato fra quegli evergreen che nessun fan del C64 potrà mai dimenticare. PS: La conversione in sala giochi in realtà era semplicemente un adattamento che ne richiamava la modalità di gioco e la colonna sonora, ma per il resto escludendo nome, musica e stile di gioco era un titolo quasi completamente diverso (personalmente preferisco di gran lunga il gioco da casa). "
- Scritto da ecstaticax
Ult. Commento Art.
Intervista a Danilo Toma
"Che nostalgia...i giorni passati a studiare(sic!) il disassemblato commentato(!) delle famigerate routine grafiche...bei ricordi. Da qualche parte, ingiallito dal tempo, ho ancora quella fantastica monografia sul L.M. (e ricordo pure l'errata ..."
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