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Paninaro, Il gioco italiano!
Editore Edisoft Musica -
Copyright - Titlescreen -
Serie Next Special Genere Arcade, Multievento
Anno 1985 Recensione -
Sviluppatore - Download Gioco (686 click)
Codice Marco Mietta Extras -
Grafica Carlo Santagostino Link Esterni GB64, CSDb*, Sfodb*.
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5.44 (9 voti)
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7
Questo è stato il secondo gioco in assoluto che vidi sul C64(il primo fu Save the New York) all'epoca ancora non in mio possesso e sbavandolo daun compagno di classe. La sua semplicità era pari solo alla novita di quei tempi. Tecnicamente sembra fatto in basic e dico sembra visto la scarsa dedizione nella grafica usando addirittura i caratteri predefiniti Commodore e sprite espansi; nonostante questo dal che ne venivo da un Ti-99 della Texas Ins., vedere e giocare a questo titolo mi diede l'occasione di toccare con mano un qualcosa di gia avanzato rispetto ai canoni cui ero abituato nonostante la struttura di gioco un po' grezza e il riferimento al periodo "paninaresco", mi fece comprendere che il piccolo C64 era in grado di poter fare tutto e di seguire i tempi e le mode che si sarebbero susseguite ed infatti cosi è stato. Qualche partita l'ho giocata volentieri ultimamente con sottofondo Reflex dei Duran Duran e vi confesso che la lacrimuccia è uscita. Anche io do 7!
Profilo di Uzumaki.Naruto sul Forum - postato da Uzumaki.Naruto (42) - 30-03-2009 [00:18]
Voto:
7
Gli do' un 7 per la simpatia, e per la risatina che mi ha fatto fare quando ho letto "TROPPO GIUSTO", sei un "GALLO" e quando si prende il "PANINAZZO". Un po' di sana nostalgia ci sta. E poi lo si puo' intendere come una sorta di 'avo' di prodotti piu' 'evoluti' come il Tabboz Simulator, no?
Profilo di Falla sul Forum - postato da Falla (6) - 24-10-2007 [20:50]
Voto:
3
Lasciando perdere l'aspetto grafico o sonoro, la giocabilità e quant'altro, il fattore realmente interessante di questa creazione videoludica tutta italiana sta unicamente (sigh!) nel poter resuscitare ricordi appartenenti ad un decennio ricco di stimoli e di idee. Gli anni '80 sono rimasti nel cuore di tanti, Il Paninaro rappresenta uno dei modi, a mio avviso, abbastanza gradevoli per poter spolverare momenti di vita passata che bla bla bla... Vabbè, adesso però mi sparo una partitozza a Creatures. E pace all'anima del Paninaro.
Profilo di Raffox sul Forum - postato da Raffox (127) - 13-10-2007 [15:56]
Voto:
6
Assegno a questo titolo un 6 politico e di simpatia. Nell'ambito del linguaggio scelto (Basic poi compilato) la realizzazione tecnica e' di fattura discreta, e riesce offrire anche varieta' di ambientazioni e situazioni con la sua struttura multi-genere. L'idea di ricreare all'interno di un C64 la giornata "tipo" di un Paninaro di per se e' divertente e volendo lanciarci in collegamenti impensati, idealmente funziona da perfetto contrappeso alle tematiche trattate in Work Games da Luciano Merighi; laddove abbiamo operai in tuta a combattere con le linee di montaggio per sopravvivere nel difficile mestiere di vivere, qui ci troviamo ad impersonare giovani galletti che passano i pomeriggi gareggiando in moto e mangiando panini. Per la cronaca, la Milano raffigurata nel gioco e' stata ricreata in spiaggia su carta millimetrata. Gli sketch originali sono stati repertati da ready64 e li potete trovate nella sezione museo: LINK
Profilo di Roberto sul Forum - postato da Roberto (131) - 13-10-2007 [15:53]
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Pitfall II: Lost Caverns
"Intanto bisogna fare un po' di chiarezza. Pitfall I e II nascono entrambi su Atari VCS2600, una console NOTEVOLMENTE inferiore al C64 in termini di risorse hardware. Il programmatore, David Crane, ex dipendente Atari e fondatore dell'Activision, addirittura, utilizzò dei trucchi speciali per riuscire a far stare tutto il secondo capitolo nella cartuccia su Atari. David Crane è un'autentica superstar degli anni '80, dato che successivamente programmò capolavori quali Decathlon (lo sfascia joystick rivale di Summer Games), Ghostbusters e Little Computer People (il papà di The Sims). Per inciso, la saga di Pitfall è stata propedeutica per l'arrivo dei giochi platform come Super Mario e gli elementi ci sono tutti, sebbene Pitfall I e II siano molto più ampi rispetto ai classici platform. La mappa di Pitfall II è enorme, la musica cambia dinamicamente a seconda di quanto succede nel gioco, praticamente non si muore mai ma si torna indieto al checkpoint più vicino (in pratica è un sistema per azzerare la frustrazione tipica dei giochi superdifficili degli anni '80), la giocabilità è molto elevata (più giochi più diventi capace, un po' come capita in H.E.R.O., platform contemporaneo di Pitfall II sempre dell'Activision) e la grafica, tutto sommato, deriva pur sempre da una conversione Atari VCS. Pitfall II è un caposaldo, uno di quei giochi che, rivisti anche a distanza di 30 anni, produrrà sempre divertimento (un po' come Bruce Lee, H.E.R.O. e pochi altri) e va sicuramente annoverato fra quegli evergreen che nessun fan del C64 potrà mai dimenticare. PS: La conversione in sala giochi in realtà era semplicemente un adattamento che ne richiamava la modalità di gioco e la colonna sonora, ma per il resto escludendo nome, musica e stile di gioco era un titolo quasi completamente diverso (personalmente preferisco di gran lunga il gioco da casa). "
- Scritto da ecstaticax
Ult. Commento Art.
Intervista a Danilo Toma
"Che nostalgia...i giorni passati a studiare(sic!) il disassemblato commentato(!) delle famigerate routine grafiche...bei ricordi. Da qualche parte, ingiallito dal tempo, ho ancora quella fantastica monografia sul L.M. (e ricordo pure l'errata ..."
- Scritto da jkt124