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Feud: Battle of the Wizards
Editore Mastertronic Musica David Whittaker
Copyright Bulldog Software Titlescreen Ste Pickford
Serie - Genere Arcade, Avventura
Anno 1987 Recensione -
Sviluppatore Binary Design Download -
Codice John P. Flynn Extras Mappa
Grafica - Link Esterni Lemon64, GB64, CSDb*, Sfodb*.
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10
L'ho avuto con la compilation "Special Program" con il nome Erbe, forse perchè lo scopo reale del gioco è raccogliere erbe da mettere nel pentolone per fare pozioni magiche. L'unica pozione che non ha utilità è l'invisibilità anche perchè siete voi a cacciare, il nemico, che dovrebbe essere il fratello malvagio, non vi attaccherà se non lo seguite, comunque la grafica è ottima, la musica davvero bella e innovativa e il gioco divertentissimo, lo rigiocherete parecchie volte, peccato che quando si sconfigge il nemico, non vi sia un secondo livello, ma soltanto la fine del gioco, ma comunque rimane un action adventure veramente coinvolgente e unico, solo su c64.
Profilo di Fede sul Forum - postato da Fede (36) - 05-09-2012 [05:02]
Voto:
8
Ricordo molto bene Feud, che fu nomato "Higgins Monac" nella mia versione - nessuno sa bene perchè. Era una piccola perla in quanto ad innovazione, in quanto spingeva il giocatore alla creatività. Bisognava creare gli incantesimi attraverso la ricerca degli ingredienti e, in secondo luogo, mediante la composizione dei miscugli in un calderone apposito, in perfetto stile druidico. A causa della mappa che, come ha detto precedentemente Bejeeta, rappresentava una sfida geografica per il giocatore, bisognava faticare non poco per localizzare tutti gli ingredienti necessari al momento. La flessibilità del gioco lasciava mano libera alle preferenze sugli incantesimi da usare per abbattere l'inafferrabile Leanori: in questo modo si poteva dettare il proprio ritmo di gioco e costruire la propria partita passo dopo passo, mediante la ricerca selettiva di ingredienti di nostra scelta. La grafica è davvero buona, come anche il sonoro, che creavano un'atmosfera irripetibile e unica.
Profilo di Ade sul Forum - postato da Ade (22) - 23-12-2007 [19:22]
Voto:
N/D
Grande atmosfera per un gioco lungo e complesso, sapeva trasmettere inquietudine e senso di avventura. Vedere la mappa oggi mi fa sorridere, visto che all'epoca sembrava incredibilmente immenso. Certo, non è piccolo da esplorare ma nemmeno enorme. Forse anche questo va ad aggiungersi ai suoi pregi. Non un capolavoro, quindi, a causa della sua giocabilità oscura (ma a tratti innovativa), ma lode all'atmosfera.
Profilo di Bejeeta sul Forum - postato da Bejeeta (112) - 10-10-2007 [13:29]
Commodore 64
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Pitfall II: Lost Caverns
"Intanto bisogna fare un po' di chiarezza. Pitfall I e II nascono entrambi su Atari VCS2600, una console NOTEVOLMENTE inferiore al C64 in termini di risorse hardware. Il programmatore, David Crane, ex dipendente Atari e fondatore dell'Activision, addirittura, utilizzò dei trucchi speciali per riuscire a far stare tutto il secondo capitolo nella cartuccia su Atari. David Crane è un'autentica superstar degli anni '80, dato che successivamente programmò capolavori quali Decathlon (lo sfascia joystick rivale di Summer Games), Ghostbusters e Little Computer People (il papà di The Sims). Per inciso, la saga di Pitfall è stata propedeutica per l'arrivo dei giochi platform come Super Mario e gli elementi ci sono tutti, sebbene Pitfall I e II siano molto più ampi rispetto ai classici platform. La mappa di Pitfall II è enorme, la musica cambia dinamicamente a seconda di quanto succede nel gioco, praticamente non si muore mai ma si torna indieto al checkpoint più vicino (in pratica è un sistema per azzerare la frustrazione tipica dei giochi superdifficili degli anni '80), la giocabilità è molto elevata (più giochi più diventi capace, un po' come capita in H.E.R.O., platform contemporaneo di Pitfall II sempre dell'Activision) e la grafica, tutto sommato, deriva pur sempre da una conversione Atari VCS. Pitfall II è un caposaldo, uno di quei giochi che, rivisti anche a distanza di 30 anni, produrrà sempre divertimento (un po' come Bruce Lee, H.E.R.O. e pochi altri) e va sicuramente annoverato fra quegli evergreen che nessun fan del C64 potrà mai dimenticare. PS: La conversione in sala giochi in realtà era semplicemente un adattamento che ne richiamava la modalità di gioco e la colonna sonora, ma per il resto escludendo nome, musica e stile di gioco era un titolo quasi completamente diverso (personalmente preferisco di gran lunga il gioco da casa). "
- Scritto da ecstaticax
Ult. Commento Art.
Intervista a Danilo Toma
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