Commodore Computer Club
Logo Commodore Computer ClubQuesta sezione di Ready64 ospita le scansioni di Commodore Computer Club (CCC), la "Rivista degli utenti Commodore" edita dalla Systems Editoriale (oggi "Comunicazioni") a partire del 1982. CCC e' stata ideata da Michele Di Pisa (intervista) che ne ha anche conservato il ruolo di Direttore Responsabile, mentre Alessandro De Simone ha ricoperto il ruolo di Direttore Esecutivo. CCC è la rivista che più di ogni altra ha avuto il merito di formare la prima generazione di programmatori italiani (cfr: Dizionario della New Economy, Baldini & Castoldi) ed ha costituito un punto di riferimento e una fonte di informazione irrinunciabile per quanti fossero interessati a conoscere a fondo il Commodore64. Ready64 si propone, in virtu' dell'autorizzazione rilasciata dalla Systems (nella persona di Michele Di Pisa, che ringrazio), di presentare in quest'area le scansioni complete della rivista con un duplice intento: il primo è quello di condividere il materiale affinchè possa essere alla portata di tutti; il secondo è quello di preservarlo, in formato digitale, dall'estinzione.

Le varie fasi della rivista.
La rivista ha mantenuto la denominazione "Commodore Computer Club" fino al numero 84 per poi passare, coi numeri 85, 86, 87 e 88, a quella di "Computer Club". Infine, dal numero 89, si trasforma in "Personal Computer Club".
Il nostro progetto prende in esame i numeri 1-90, cioè fino alla pubblicazione dell'ultimo articolo dedicato al C64.

rainbow Avviso per i lettori di CCC (Commodore Computer Club) rainbow

Completato in data 30 Aprile 2010 il restauro delle scansioni già pubblicate. Ora le pagine sono più grandi (1024px invece di 800) e soprattutto sono state ottimizzate e migliorate (sbiancamento e riallineamento).

ATTENZIONE:

Le scansioni non sono complete al 100%! Stiamo cercando gli inserti mancanti dei numeri 1, 4 e 5. Chi volesse contribuire al completamento, mi può contattare.

Scarica le Scansioni | Visualizza il sommario testuale
Files
Crediti

Le scansioni sono state realizzate da:
Eregil,Griphon, Lopex, Pixel, Pyrat2703, Ziomau, Alberto, Moreno Marzolla, Roberto, Geos for Ever, Andrea Creola e Robert.

Altri Ringraziamenti:
Ringrazio Pyrat2703 per la donazione di tanti Commodore Computer Club, grazie ai quali è stato dato il via al progetto. Cbm, Eregil, iAN Coog hanno effettuato un prezioso lavoro nell'inserire i dati relativi al Sommario testuale . Roberto Capperucci per il D64 con l'Enciclopedia delle routine e Ian Coog per il fix di Bolle Pazze.

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Pitfall II: Lost Caverns
"Intanto bisogna fare un po' di chiarezza. Pitfall I e II nascono entrambi su Atari VCS2600, una console NOTEVOLMENTE inferiore al C64 in termini di risorse hardware. Il programmatore, David Crane, ex dipendente Atari e fondatore dell'Activision, addirittura, utilizzò dei trucchi speciali per riuscire a far stare tutto il secondo capitolo nella cartuccia su Atari. David Crane è un'autentica superstar degli anni '80, dato che successivamente programmò capolavori quali Decathlon (lo sfascia joystick rivale di Summer Games), Ghostbusters e Little Computer People (il papà di The Sims). Per inciso, la saga di Pitfall è stata propedeutica per l'arrivo dei giochi platform come Super Mario e gli elementi ci sono tutti, sebbene Pitfall I e II siano molto più ampi rispetto ai classici platform. La mappa di Pitfall II è enorme, la musica cambia dinamicamente a seconda di quanto succede nel gioco, praticamente non si muore mai ma si torna indieto al checkpoint più vicino (in pratica è un sistema per azzerare la frustrazione tipica dei giochi superdifficili degli anni '80), la giocabilità è molto elevata (più giochi più diventi capace, un po' come capita in H.E.R.O., platform contemporaneo di Pitfall II sempre dell'Activision) e la grafica, tutto sommato, deriva pur sempre da una conversione Atari VCS. Pitfall II è un caposaldo, uno di quei giochi che, rivisti anche a distanza di 30 anni, produrrà sempre divertimento (un po' come Bruce Lee, H.E.R.O. e pochi altri) e va sicuramente annoverato fra quegli evergreen che nessun fan del C64 potrà mai dimenticare. PS: La conversione in sala giochi in realtà era semplicemente un adattamento che ne richiamava la modalità di gioco e la colonna sonora, ma per il resto escludendo nome, musica e stile di gioco era un titolo quasi completamente diverso (personalmente preferisco di gran lunga il gioco da casa). "
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