Intervista a Roberto Preatoni
Articolo di Roberto, pubblicato il 21-10-2006.
Categoria: Interviste.
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Roberto Preatoni ha iniziato a collaborare nel 1983 come Freelance per l'editore Logica 2000 di Milano.
La sua attivita' consisteva nel modificare il gioco originale e girarlo all'editore per la riproduzione e distribuzione.
Notoriamente infatti, i titoli immessi sul mercato dall'editore milanese, erano in realta' giochi realizzati all'estero e privati di alcuni tratti distintivi (titolo, crediti, eccetera). Questa pratica, estremamente diffusa all'epoca (anche tra altri editori) ha influenzato in maniera prominente la storia italiana del Commodore 64 e di conseguenza anche un'intera generazione di videogiocatori.
Con questa intervista a Roberto Preatoni cercheremo di capire e conoscere meglio quali erano i retroscena relativi a questo fenomeno.


Ciao Roberto, scommetto che il tuo Assembly e' un po' arrugginito quindi prometto che non ti chiedero' niente su routine, loader...

Arrugginito e' un eufemismo. E' semplicemente marcio.

Prima di tutto ti sarei grato se volessi puoi spendere due parole su di te e sulla tua attivita' odierna.

Attualmente mi occupo di sicurezza informatica. Ho due aziende, una in Italia ed una in Estonia. Nel 2002 ho aperto l'osservatorio per gli attacchi informatici via web www.zone-h.org, iniziativa che vede un centinaio di collaboratori da tutto il mondo e pubblicata in 12 lingue. Sono professore alla Universita' online di Urbino nel corso di Internet Abuses. Nel 2005 ho scritto un libro sul terrorismo informatico e sulla guerra asimmetrica (Ombre Asimmetriche). Ho moglie (estone) e due figli di 5 ed 8 anni che in camera loro hanno una connessione 10 MBit ed un PC tutto per loro. A tempo perso mi occupo di musica e fumetti realizzando i fumetti hacker che trovi su www.hero-z.org (un progetto child di zone-h.org).

Qual'era il tuo "nome di battaglia" all'epoca? (io ricordo il famoso "roby one kenobi", sei tu?)

No, non ero io, e non potevo usare nessun nome in quanto quello che craccavo, veniva pubblicato come originale in edicola. Non ho mai rilasciato crack pubbliche, con quei dindi mi ci sono pagato gli studi...

L'inizio della tua esperienza ebbe luogo nel 1983, in quale anno invece si e' conclusa?

Nel 1989, quando mi portai il C64 al servizio militare. Non potendolo far funzionare con la corrente (il maresciallo mi disse che mi avrebbero punito per "furto d'uso") lo facevo funzionare con una batteria esterna, che avevo messo nell' armadietto. Mi rubarono tutto ed io smisi per quello.

Puoi svelarci qualche dettaglio in piu' sulle modalita' con cui avvenne il tuo "reclutamento"?

Un ragazzo che aveva il padre che lavorava per la CBS (Coleco, ricordate?) pur potendo avere tutto il materiale Coleco gratis a casa, sorprendentemente (o no?) era un fan sfegatato del C64. A tal punto che aveva scritto una specie di framework per le avventure testuali e stava cercando di piazzare i suoi prodotti alla Logica 2000. Fu lui a metterci in contatto.

In cosa consisteva esattamente e come si svolgeva la tua attivita'?

Ci fornivano o ci procuravamo gli originali, quasi sempre americani (Activision rulez). Il gioco era bypassare le routine di protezione, eliminare tutte le forme di copyright e sostituirle con il nome della casa editrice. Eravamo in due, io ed un mio amico (Marco, dal quale ho imparato tutto cio' che sapevo all' epoca). Cominciammo con un VIC 20 per poi passare al C64. Era piu' che altro un lavoro che implicava l'utilizzo di cassette esterne contenenti un disassemblatore (Hesmon se la memoria non mi tradisce), qualche switch per il warm reset, ed una buona dose di faccia da schiaffi quando dovevi firmare il foglio che ti facevano firmare alla casa editrice per assicurarsi che il software da te craccato fosse "originale" (anche se in realta' lo sapevano benissimo che fosse craccato).
Si lavorava a casa del mio amico, lui aveva piu' hardware di me.

Quindi se ho ben capito dovevi dichiarare che il software l'avevi realizzato tu. Se cosi' fosse, era un evidente modo per scaricare eventuali ripercussioni legali. Esisteva all'epoca la responsabilita' oggettiva dell'editore? In che maniera la legislazione vigente all'epoca tutelava il software?

La legislazione non poteva tutelare con leggi specifiche sul software, ma ricordiamoci che la legge sulla protezione delle opere d'ingegno e' sempre esistita (quella che all'epoca tutelava i libri, per esempio) quindi anche se non c'era un codicillo specifico per inchiodare la pirateria informatica si era sempre soggetti all' interpretazione di un eventuale giudice della legge generica.

E' mai capitato di dover rinunciare a qualche elemento di un gioco (musica o altro) per fare in mondo che una compilation stesse perfettamente sul lato di una cassetta?

Uhm... a dire il vero non mi e' mai capitato, anche perche' la compilation la creava la casa editrice, quindi non mi sono mai posto il problema.

Nel caso di giochi multiload ti e' mai capitato di dover presentare ogni caricamento come un gioco a se' stante?

Non mi e' mai capitato.

Chi sceglieva i nuovi nomi da mettere ai giochi?

Logica 2000 nella maggior parte dei casi.

Per molte persone oggi sono piu' famosi i Videogiochi con il nome italiano dei loro rispettivi originali. Quale riflessione ti suscita questo fatto?

La localizzazione e' un fatto importante, sopratutto per la gente della mia generazione ('67) che aveva all' epoca ben poca dimestichezza con l'inglese. Uno dei problemi che incontravamo spesso era quello di tradurre le scritte nei giochi dall' inglese all' italiano, e spesso bisognava fare i salti mortali per occupare lo stesso spazio di memoria (ne piu' e ne meno) usato dalle scritte originali a causa della struttura del programma assembly.

Siamo abituati al concetto di cracker che lavora nell'ombra e diffonde i suoi crack in maniera clandestina e in un circolo ristretto. Viceversa in Italia i "pirati" agivano alla luce del sole ed erano dotati di mezzi di distribuzione che sono appannaggio delle grandi catene distributive. Come giudichi quest'anomalia?

La giudico facendo la considerazione che tale anomalia rappresenta purtroppo la normalita' di tutti gli aspetti italiani...

Non pensi che una localizzazione privata dei riferimenti all'opera originale possa avere creato disinformazione, un po' come leggere un libro senza sapere chi l'ha scritto?

Ovvio che si, ma tanto che importava... le cassette le vendevano a vagonate e la gente era felice perche' poteva comprare una decina di giochi a quattro soldi. Scusa la franchezza.

Sei mai stato testimone o ti e' giunta voce di dispute legali per pirateria?

All'epoca no, ma ora come consulente informatico e' materia di tutti i giorni.

Hai fatto riferimento al tuo amico, solo due persone si sobbarcavano l'intera mole di uscite della casa editrice?

No, c'era un gruppo di una decina di freelance. Tutti molto, molto bravi, probabilmente il piu' scarso ero io.

Sei ancora in contatto con il tuo collega, ti capita di rivangare i vecchi tempi?

Ah certo. Solo che pero' ora i ruoli si sono invertiti. E' lui a chiedere a me:-)

Ad oggi, hai conservato qualche interesse per il C64, per esempio visitando i siti ad esso dedicati o utilizzando gli emulatori?

Ho l'emulatore sul mio cellulare, fai tu...

Conservi ancora il tuo commodore 64, i giochi e la tua attrezzatura che usavi all'epoca?

Spero che la conservi adeguatamente il malandrino che mi ripuli' l'armadietto a militare. Ma ho la pessima sensazione che purtroppo non sia cosi'... Ma il mio amico Marco, ha ancora piu' di un C64 in cantina, con diversi disk drives e tutte le cassette e dischi originali (lui ha finito per fare il riparatore dei Commodore, oltre che dei televisori che era ed e' la sua attivita' principale).

Hai detto che hai l'emulatore sul cellulare, parliamo un po' dei tuoi gusti personali: quali sono i tuoi giochi e programmatori preferiti?

Grid runner - Jeff Minter . Dopo quello, mi sono abituato a giochi di qualita' e nessuno mi ha piu' "shocked and awed".

E nell'ambito della cracking scene italiana?

2703, il mito! Ecco, se lo trovi, prendo l'aereo pur di stringergli la mano!

Oltre ai crack hai realizzato qualche altro progetto per Commodore 64?

Per la tesina delle superiori costruii un convertitore a/d da collegare alla seriale del c64. Avevo digitalizzato tutti i numeri necessari per dire l'ora e assemblato una routine che faceva pronunciare al c64 l'ora esatta con i pezzi della mia voce. Il problema era la cpu che era lenta pero' il processore, tra una balla e l'altra con il programma in asm di mezzo, ce la faceva appena appena. Pero' ha funzionato :) All'epoca avevo 18 anni, ci misi qualche mese a farlo.

Una dichiarazione libera per concludere l'intervista?

Ti prego di lasciarmi fare una considerazione (magari banale e magari gia' fatta mille altre volte). Oggi siamo abituati ad avere giga di memoria a disposizione e supporti che possono contenere tutto lo scibile umano in pochissimo spazio. I problemi che aveva la mia generazione di coders invece erano:

- fare stare un programma di 3k in soli 1,5 k (e via di overloading)
- fare eseguire degli sprite ad una macchina (vic 20) che non poteva gestirli nativamente
- far fare al processore lavori di multi-tasking quando nessuno aveva previsto che si potesse fare (e via di interrupt requests).

Insomma, mi sembra di vedere mia nonna che, arrivando dalla guerra mi diceva che "non si deve buttare via nulla". Oggi sprechiamo gigaherz e gigabytes, e' per quello che rispetto molto di piu' il coder di un Ghostbusters (C64) piuttosto che quello di un Quake 3.

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Bellissima intervista che mi ha fatto ricordare quando andavo in edicola a prendere le cassette! E concordo pienamente con l'ultima considerazione dello spreco di risorse degli attuali PC
@ - postato da Wildwolf - 22 October 2006 [08:44]
Complimenti per l'intervista, veramente interessante e sincera. Mi ha fatto romembrare quando da piccolo, all'incirca avevo 8-10 anni, andavo in edicola a comprare "Le cassettine". In fin dei conti sono quelle che han reso immortale e diffusissimo il mattoncino di casa Commodore. L'ultima considerazione è tanto ovvia quanto vera, sviluppatori che possono costruire un'edicola nello spazio di una piazza...
@ - postato da Alessandro Faravelli - 23 October 2006 [23:07]
Ottimo. Apprezzo molto il tuo lavoro caro Rob e, nello specifico, quanto riportato nell'interivsta.
# - postato da djwiper - 24 October 2006 [03:14]
FINALMENTE QUALCUNO CHE SI RICORDI DI 2703!!! Riuscite a rintracciare 'sto benedetto 2703? Come per Roberto, è lui il mio cracker preferito! Certo, anche Pier era mitico, pero' 2703 era grandioso. Qualcuno ha dettagli su di lui (o di loro)?
@ - postato da EcstaticaX - 25 October 2006 [04:05]
Non posso che biasimare l'attivita' di pirata di Roberto. E anche lui credo non possa esserne particolarmente orgoglioso, visto che ora si occupa di sicurezza informatica. Certi furbacchioni, quelli di Logica 2000, andavano denunciati, non aiutati. Ma pare che in Italia gli onesti facciano la parte dei fessi mentre i truffatori vengono giustificati e magari mitizzati. E' ora di svegliarsi ! Vogliamo provare a cambiare questo modo di pensare e di agire ??
# - postato da Marco_Corazza - 29 October 2006 [12:13]
Il vero cracker non vende, ma mette a disposizione una versione *liberamente usufruibile* e piu' possibile identica all'originale, sottolineando sempre che se il prodotto piace va comprato originale per sostenere chi produce software validi. Le cassette italiane erano dei furti belli e buoni, sia dal punto di vista economico che culturale.
# - postato da iAN CooG/HF - 29 October 2006 [13:00]
Mi ricordo delle fantomatiche "compilation" in edicola e non posso che biasimare sia la casa editrice Logica2000 che Roberto per quanto fatto. All'epoca io ho sempre comprato i giochi in cassetta originali (e i miei amici mi davano del matto) per una sorta di rispetto per gli autori di quei fantastici giochi (lo stesso rispetto che Roberto esprime a parole ma non ha espresso coi fatti). Sono poi d'accordo sul fatto che i programmatori dell'epoca fossero dei grandi, ma vorrei far notare che i giochi attuali richiedono uno sforzo di programmazione elevato a N in confronto. Lo posso testimoniare dato che all'epoca programmavo in Assembly sul 6502 e ora, programmando in C++ e avendo a che fare con oggetti 3d tramite DirectX e con i complessi calcoli rotatori annessi ti posso assicurare che il raster era un gioco da ragazzi in confronto!
# - postato da Alex71 - 08 November 2006 [20:21]
Devo dire che questa intervista mi è piaciuta pochissimo!!! Rispetto alle precedenti, dove si notava la partecipazione dell'intervistato, il caro Roberto si è limitato a dare risposte che chiunque (anche i non addetti ai lavori) avrebbe potuto dare. Sono concetti molto impersonali, privi di passione, ciò denota probabilmente che il lavoro da lui svolto era soltanto o principalmente fonte di un'entrata economica non accompagnata da quello spirito pioneristico, tema principale di quei tempi meravigliosi. Mi trovo d'accordo con lui nell'ultima precisazione (dove invece si evince una sua diretta partecipazione) riguardo alle ristrettezze informatiche dei tempi.
# - postato da doyle - 11 November 2006 [01:22]
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